Per il ventunesimo giorno del nostro Calendario dell’Avvento Letterario, parliamo di un film che è praticamente una coccola natalizia: Miracolo nella 34ª strada. Se non l’hai mai visto, preparati a una storia che ti farà sorridere e forse pure piangere un po’ (ma di quelle lacrime buone, promesso). È uscito nel 1947, diretto da George Seaton, ed è uno di quei film che ti fanno pensare che, tutto sommato, credere in qualcosa di magico ogni tanto non guasta.
Allora, la storia. Siamo a New York, periodo natalizio (sì, il setting perfetto). Kris Kringle, un signore anziano che sembra uscito direttamente da un libro di fiabe, viene assunto dai grandi magazzini Macy’s per fare Babbo Natale. E fin qui, normale amministrazione. Ma ecco il colpo di scena: Kris è convinto di essere il vero Babbo Natale. Sì, hai capito bene. Naturalmente, tutti lo prendono per matto – voglio dire, chi ci crederebbe? Eppure, Kris non si arrende. Nel frattempo, stringe un legame speciale con Susan, una bambina cresciuta senza illusioni perché la mamma, Doris, è del team “niente fiabe, solo realtà”.
Il cuore del film? È proprio qui, in questo contrasto tra la dolcezza di Kris e il cinismo del mondo intorno a lui. Doris è pratica, scettica, e ha insegnato a Susan a non credere nella magia, perché “la vita è così”. Ma Kris, con la sua bontà e il suo spirito natalizio, piano piano riesce a far cambiare le cose. Ed è bellissimo vedere come, anche quando tutto sembra perso, un po’ di fede possa fare miracoli.
E poi c’è il tribunale. Sì, perché Kris finisce a processo per dimostrare di essere davvero Babbo Natale. Sembra assurdo, vero? Ma è qui che il film ti prende per mano e ti chiede: davvero importa chi è Kris? O è più importante quello che rappresenta? E lo fa con una delicatezza incredibile, senza mai cadere nel banale.
Miracolo nella 34ª strada non è solo una storia di Natale. È un invito a credere. Non necessariamente in Babbo Natale, ma in tutto ciò che rende la vita un po’ più luminosa: gentilezza, speranza, quei piccoli gesti che fanno bene al cuore. E a Natale, beh, forse abbiamo tutti bisogno di un Kris Kringle che ci ricordi che un pizzico di magia è sempre una buona idea.
Ah, e se ti piace l’idea ma il bianco e nero non è il tuo stile, c’è anche il remake del 1994, con Richard Attenborough. È un po’ più moderno, ma il messaggio resta lo stesso: credere fa bene, punto.
Morale del giorno: La magia non sta nei miracoli impossibili, ma nella capacità di vedere il bello – anche nelle cose più semplici.
E con questo, chiudiamo il giorno 21 del nostro Calendario dell’Avvento Letterario. Domani ti aspetto con un’altra storia, magari con un pizzico di magia in più.
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