La notte prima di Natale di Nikolaj Gogol è una fiaba grottesca, vivace e profondamente popolare, in cui il sacro convive con la superstizione, il desiderio si intreccia alla povertà e il mondo sembra inclinarsi leggermente verso il caos, senza mai perdere del tutto il suo ordine.
Perché questo racconto
L’ho scelto perché smonta l’idea di un Natale ideale e immacolato e la ricostruisce dall’interno, attraverso l’ironia, il folklore e una compassione tutta umana. In Gogol il sacro e il profano non si affrontano: coesistono, si confondono, si contaminano, come la neve che si mescola al fumo dei camini.
Questo non è il Natale solenne delle chiese, ma quello delle case, delle cucine affollate, dei pettegolezzi, delle paure condivise e delle risate rumorose. È una festa contadina, fatta di superstizioni antiche, di amori goffi, di diavoli che rubano la luna e, nel mezzo, di una tenerezza concreta, imperfetta, profondamente terrena.
Trama
È la notte di Natale in un piccolo villaggio ucraino.
Il fabbro Vakula, innamorato della vanitosa Oksana, cerca di conquistarla con un’impresa impossibile: portarle in dono le scarpe della zarina.
Nel frattempo, il diavolo, innamorato della madre di Vakula (una strega), decide di rubare la luna per seminare il caos e vendicarsi del fabbro che lo disprezza.
Da qui parte una catena di eventi assurdi, visioni, viaggi fantastici, fino a una conclusione che è al tempo stesso romantica e spirituale: Vakula scopre che la vera forza non sta nel miracolo, ma nel coraggio e nella bontà.
Stile e atmosfera
Il racconto è un esempio perfetto di narrazione popolare elevata a grande letteratura. Gogol alterna comicità e lirismo, realismo e visione, con un ritmo che ricorda il racconto orale, ricco di digressioni e immagini vivide.
L’atmosfera è quella di un Natale contadino, rumoroso e colorato, attraversato da superstizioni, canti, paure e desideri. La neve non è mai solo un elemento scenografico: diventa silenzio, copertura, spazio simbolico in cui tutto può accadere. I personaggi sono caricaturali ma mai crudeli, figure esagerate che conservano una profonda umanità.
Temi e riflessioni
La notte prima di Natale è un ritratto affettuoso dell’Ucraina rurale dell’Ottocento, un mondo sospeso tra fede cristiana, folklore e immaginario magico. Gogol non nega la religione, né la mette in discussione: la inserisce nella vita quotidiana, accanto alle paure, alle superstizioni e alla fame, come parte integrante dell’esperienza collettiva.
Il bene e il male non sono assoluti metafisici, ma forze concrete e riconoscibili. Il diavolo non incute terrore: viene ingannato, ridimensionato, reso quasi domestico dalla vitalità della comunità. La fede non è astratta né autoritaria, ma pratica, vissuta attraverso gesti, pentimento, determinazione.
Al centro resta l’amore, sentimentale e imperfetto, che muove l’azione e tiene insieme il caos. In Gogol l’amore non redime il mondo, ma lo mette in movimento. E proprio questo movimento continuo, fatto di errori, risate e slanci, rende possibile l’armonia finale.
Punti positivi
- Linguaggio brillante, ironico e pieno di vita.
- Uno dei ritratti più originali del Natale nella letteratura europea.
- Mescola realismo, comicità e spiritualità con equilibrio perfetto.
- Una critica sociale travestita da fiaba.
Punti negativi
- Alcune parti richiedono pazienza: il tono popolare può sembrare “fuori misura”.
- Le sfumature ironiche rischiano di perdersi nella traduzione se non si sente la musica della lingua di Gogol.
Perché leggerlo a Natale
Perché è un Natale sporco, rumoroso, vivo e proprio per questo più vero.
Perché ci ricorda che il sacro non è nei canti angelici, ma nei gesti imperfetti delle persone comuni. E perché, sotto il riso, c’è una critica feroce alla povertà, all’arroganza e all’ordine imposto.
La notte prima di Natale è un presepe rovesciato: il diavolo fa da stella cometa, e i miracoli li fanno gli uomini.





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