C’è qualcosa di molto umano nel leggere Boccaccio in sequenza, soprattutto in questi testi meno frequentati. La sensazione che ho sempre è quella di stare accanto a uno scrittore mentre prova strade diverse, cambia ritmo, si corregge quasi in tempo reale. Dopo la Comedia delle Ninfe fiorentine, per esempio, Amorosa visione mi dà proprio questa impressione, quella di un autore che sente il bisogno di mettere ordine in pensieri che prima sembravano più sparsi, più istintivi, quasi lasciati fluire tra racconto e simbolo. Qui tutto appare più costruito, più intenzionale, ma senza perdere quella curiosità un po’ irrequieta che rende Boccaccio così interessante.

La trama

La storia comincia con il narratore che si addormenta dopo essere stato tormentato da pensieri amorosi. Nel sogno gli appare una donna gentile che diventa la sua guida e lo conduce verso un grande castello.

Qui c’è uno dei momenti più simbolici dell’intera opera. Davanti al castello si trovano due porte. Una è stretta e difficile da attraversare, associata alla virtù e a un percorso più arduo. L’altra è più ampia, più accessibile, più seducente, legata ai beni terreni e ai piaceri mondani. Il protagonista sceglie proprio questa seconda porta, e questa scelta orienta tutto il viaggio successivo.

Una volta entrato, attraversa grandi ambienti decorati con immagini e figure esemplari. Non incontra semplicemente personaggi in modo diretto, come accadrebbe in un racconto tradizionale. Piuttosto osserva una serie di rappresentazioni allegoriche legate ai trionfi della Sapienza, della Gloria, della Ricchezza, dell’Amore e della Fortuna.

All’interno di questi spazi appaiono personaggi storici, mitologici, biblici e letterari. Ogni figura sembra raccontare una forma diversa di grandezza, desiderio, successo o caduta. È quasi una gigantesca galleria della memoria culturale.

Dopo questa lunga parte allegorica il tono cambia. Il protagonista arriva in un giardino e incontra un gruppo di donne bellissime. Tra loro riconosce finalmente Fiammetta, figura centrale nell’immaginario di Boccaccio. I due si avvicinano, si isolano dagli altri, e proprio quando il desiderio sembra poter trovare compimento il sogno si interrompe bruscamente.

Il risveglio riporta tutto alla realtà, lasciando quella tipica sensazione medievale di esperienza incompiuta che deve ancora essere interpretata.

Un sogno estremamente ordinato

La cosa che colpisce di più è quanto questa visione sia controllata. Quando si pensa a un sogno si immagina spesso qualcosa di caotico. Qui accade il contrario.

Ogni spazio è organizzato con precisione quasi architettonica. Ogni figura ha una funzione simbolica. Boccaccio costruisce un percorso che assomiglia quasi a un museo interiore, dove il protagonista osserva tutto ciò che il mondo considera memorabile.

Leggendolo oggi viene quasi spontaneo pensare a quanto anche noi costruiamo continuamente gerarchie di memoria. Decidiamo chi ricordare, chi celebrare, chi dimenticare. Solo che oggi lo facciamo attraverso classifiche, immagini e algoritmi invece che attraverso affreschi allegorici.

Il dialogo con Dante

L’influenza di Dante Alighieri è evidente nelle terzine e nella struttura visionaria. Ma Giovanni Boccaccio resta diverso.

In Dante il viaggio tende verso una verità assoluta. Qui tutto appare più ambiguo, più umano. Anche dentro una costruzione morale così rigida, continua a riemergere il desiderio individuale.

E forse è proprio questo che rende l’opera così interessante. Da una parte c’è ancora il Medioevo delle allegorie monumentali. Dall’altra si intravede già quella curiosità per i desideri umani concreti che renderà il Decameron così vivo.

Perché leggerlo oggi

Forse Amorosa visione non è il testo più immediato di Boccaccio, e a tratti può sembrare persino dispersivo. Però è affascinante proprio perché mostra uno scrittore mentre cambia.

Non leggiamo un autore già arrivato alla sua forma definitiva. Vediamo qualcuno che sperimenta, accumula immagini, prova modelli diversi e nel frattempo lascia filtrare una domanda molto semplice che continua a sembrarmi attuale.

Tra fama, desiderio, successo e memoria, che cosa rende davvero una vita degna di essere ricordata.

E nel caso di Boccaccio la risposta sembra arrivare sempre molto vicino all’amore, anche quando prova a nasconderlo dietro enormi costruzioni allegoriche.

Una risposta a “Amorosa visione”

  1. Un’altra tappa di questo bellissimo viaggio, un altro successo! Complimenti e buon weekend 👏🏻👏🏻

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