Per il decimo giorno del calendario incontriamo un film che sembra uscito da un libro di storia ma con le pagine intrise di sangue e superstizione. The Witch (2015), diretto da Robert Eggers, ci porta nel New England del XVII secolo, tra famiglie di coloni, campi aridi e foreste troppo silenziose. Ed è lì, tra il crepitio del fuoco e il fruscio degli alberi, che si annida l’incubo: le streghe.
Che cos’è l’horror delle streghe?
Le streghe rappresentano il terrore più antico: quello del diverso, del femminile incontrollabile, del contatto con forze che la religione dominante non riesce a spiegare. Non sono solo figure folkloriche con scope e cappelli a punta, ma incarnazioni della paura di perdere il controllo sulla comunità, sulla fede e perfino sul corpo.
In The Witch questo si manifesta nella paranoia religiosa di una famiglia isolata: tutto ciò che non capiscono diventa sospetto, tutto ciò che sfugge al rigore della Bibbia diventa diabolico.
Elementi chiave:
- Religione oppressiva → la paura non viene solo dalla strega nel bosco, ma dal fanatismo che consuma la famiglia dall’interno.
- Ambiente naturale → il bosco non è solo scenario, è un personaggio vivo, misterioso e minaccioso.
- Ambiguità → è davvero opera di una strega, o è la follia collettiva che divora la famiglia?
- Black Phillip → la capra più inquietante della storia del cinema, simbolo del male travestito da normalità.
- Estetica storica → dialoghi arcaici, costumi fedeli, fotografia spenta: sembra un documento del ‘600, ma infestato dal maligno.
Differenza dagli altri sottogeneri
- Folk horror (giorno 5) → entrambi giocano con comunità e rituali, ma The Witch è più intimo: non c’è un villaggio, c’è solo una famiglia che implode.
- Gotico (giorno 1) → colpa e peccato restano centrali, ma mentre nel gotico sono spesso metafore, qui diventano il cuore pulsante della trama.
- Horror psicologico (giorno 4 e 30) → il terrore nasce dai conflitti interiori, ma qui sono inseparabili dal soprannaturale.
La trama
Una famiglia puritana viene cacciata dalla comunità e si stabilisce vicino a un bosco isolato. Ma presto iniziano le tragedie: un neonato scompare misteriosamente, raccolti marciscono, figli hanno visioni inquietanti. Tra accuse reciproche e fede sempre più rigida, la famiglia si sgretola. Al centro c’è Thomasin, la figlia maggiore, che diventa il bersaglio dei sospetti… e il punto di svolta della storia.
Lettura critica
Eggers non ci mostra la strega come mostro da favola, ma come proiezione delle paure di un’epoca. Il vero orrore è la fragilità umana, la rigidità religiosa che si trasforma in violenza, la difficoltà di distinguere fede da fanatismo. Thomasin è l’emblema della ribellione inevitabile: l’unica via di fuga dal controllo è abbracciare ciò che la comunità teme di più.
Perché guardarlo a Halloween
Perché Halloween non è solo divertimento macabro, ma anche un’occasione per toccare le paure più profonde e radicate nella nostra cultura. The Witch è un racconto inquietante perché non parla solo di magia nera: parla di isolamento, di repressione e del momento in cui ti chiedi se non sia meglio “vivere deliziosamente”.
Curiosità
- Il sottotitolo originale è A New-England Folktale, quasi a rimarcare che sembra una leggenda tramandata oralmente.
- Black Phillip è diventato una vera icona pop, tra meme e t-shirt.
- Eggers ha studiato diari, cronache e documenti dell’epoca per rendere il film il più autentico possibile.
- È il film che ha lanciato la carriera di Anya Taylor-Joy, oggi una delle attrici più riconoscibili del cinema contemporaneo.





Scrivi una risposta a The Page After Cancella risposta